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  • Nov
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Il dolore si vince con l’agopuntura

Agopuntura: è un antico metodo terapeutico cinese, basato sull’inserimento di piccoli aghi nella pelle. Molti vi ricorrono, tutti ormai ne sentono parlare. Si guarisce? E che cosa guarisce l’agopuntura? E’ vero che non è dolorosa? Ci sono controindicazioni? Il tema è affascinante e Gente ha voluto affrontarlo parlandone con un grande esperto: il dottor Antonio Turetta medico chirurgo, specialista in terapia fisica e riabilitazione-agopuntura tradizionale cinese.
Che cosa è l’agopuntura?
“L’agopuntura è un metodo terapeutico della medicina tradizionale cinese. Si pratica inserendo nella pelle del paziente degli aghi di dimensioni diverse ma sempre molto sottili”.
E’ dolorosa?
“No, gli aghi non fanno più male di una punturina di zanzara. L’agopuntore, quello qualificato, cioè sempre e soltanto un medico che ha seguito un corso di formazione successivo alla laurea, usa una tecnica particolare proprio per non far male al paziente”.
Quali sono i disturbi e le malattie che si possono curare con l’agopuntura?
“Occorre fare una premessa. Secondo la medicina cinese esistono due tipi di malattia. Primo tipo: la persona si ammala perché la funzione di un organo o di un apparato si indebolisce e non • reagisce più come prima. Secondo tipo ( spesso è l’evoluzione del primo ): la malattia è una lesione vera e propria di un organo. Quest’esempio ci aiuterà a capire meglio. Una disfunzione dello stomaco può avere molteplici effetti: può provocare una digestione difficile, troppo lunga, una gastrite, continue eruttazioni e altro ancora. Un’ulcera gastroduodenale, invece, non è solo un malfunzionamento di un organo ma una sua lesione. Tutti sappiamo che ripetute gastriti, o gastriti trascurate possono poi diventare ulcera e l’agopuntura interviene in modo efficace in questo caso, direi curando la gastrite e prevenendo l’ulcera”.
In caso di ulcera invece?
“L’agopuntura può essere d’aiuto. A mio parere può affiancare, non sostituire, le cure farmacologiche o chirurgiche della medicina ufficiale. Molti farmaci se da un lato curano una malattia dall’altro hanno molti effetti collaterali tra cui un certo indebolimento dell’organismo. Ebbene con la medicina tradizionale cinese si aiuta la persona a sopportare meglio le cure contenendo o addirittura eliminando tali effetti.
Tengo a precisare quindi, riferendomi ai due tipi di malattia, che con l’agopuntura e con altri mezzi terapeutici propri d?lla medicina cinese si interviene efficacemente soprattutto nel primo tipo di malattia, cioè sulle àisfunzioni, mentre nel secondo tipo può essere di supporto alle altre cure o di aiuto nella fase di recupero ( convalescenza )”.
Può elencare i casi in cui è corretto rivolgersi all’agopuntore?
“Vediamo di considerare allora i vari apparati del corpo umano.
Apparato respiratorio: con l’agopuntura si cura l’asma bronchiale, le riniti e l’asma allergiche, si ottengono buoni risultati contro il raffreddore cronico, la sinusite e può essere utile per aumentare le difese di chi è soggetto troppo spesso all’influenza.
Apparato circolatorio: ritengo l’agopuntura in molti casi risolutiva per tutti i pazienti soggetti a ipertensione o a pressione bassa con conseguente facile stanchezza; consiglio spesso l’agopuntura anche a chi soffre di malfunzionamento della circolazione che provoca sensazioni quali gambe pesanti, piedi e mani freddi o caldi, gonfiore alle caviglie, crampi muscolari notturni. Apparato digestivo-intestina/e: questa terapia va molto bene come ho già detto per le gastriti, per i disturbi digestivi in genere anche accompagnati da nausee, vomiti, con le coliti sia spastiche sia ulcerose, la stitichezza, le insufficienze o le congestioni epatiche biliari.
Apparato cutaneo: buoni risultati si hanno in orticaria e pruriti in genere, altrettanto nell’acne, o negli eczemi e nella caduta dei capelli. Per quanto riguarda la psoriasi, malattia di difficile cura per tutti i tipi di medicina, direi che i risultati sono incerti e dalla mia esperienza ho riscontrato solo un allungamento dei tempi di regressione.
Apparato renale vescicale: cistiti cron’iche, uretriti, vaginiti e disturbi sessuali”.
Con l’agopuntura si curano, dunque, anche le disfunzioni sessuali?
“L’agopuntura è una valida terapia contro la frigidità, l’impotenza, l’eiaculazione precoce e i disturbi mestruali. Anche i disturbi legati alla menopausa, come le vampate di calore, i tremori, la stanchezza, si possono curare con l’agopuntura. Inoltre molti colleghi praticano l’agopuntura come {erapia preparatoria al parto. Vorrei aggiungere anche che l’agopuntura è efficace contro i disturbi neurologici soprattutto nelle emiplegie ed è di grande efficacia nella cura delle malattie psicologiche quali l’ansia, la depressione, l’insonnia. L’agopuntura poi è certamente la cura migliore per nevralgie del trigemino, cefalee, tutti i disturbi reumatici, come per esempio l’artrosi. dolori articolari o muscolari come i dolori alle spalle, alle ginocchia e alle caviglie, le periartriti scapolo-omerali, le tendiniti, le epicondiliti, cioè il cosiddetto gomito del tennista, i dolori cervicali o lombari, il mal di schiena in genere, le nevralgie da herpes zoster, il cosiddetto fuoco di sant’Antonio, le lombosciatalgie, le sciatalgie. Infine rite,.,go utile l’agopuntura per riassorbire le distorsioni, per smettere di fumare e per aiutare chi intende dimagrire”.
Tutti possono sottoporsi all’agopuntura?
“Sì, tutti possono fare l’agopuntura tranne le donne durante i primi tre mesi di gravidanza. lo, però, preferisco evitare di fare l’agopuntura ai bambini: non perché ci siano particolari controindicazioni o perché abbìa paura di far loro del male, ma semplicemente perché i piccoli, il più delle volte, hanno paura del dottore e degli aghi e mi pare inutile spaventarli. L’agopuntura si può continuare a praticare anche in età avanzata, senza particolari limitazioni. E’ assolutamente inutile sottoporsi a una seduta di agopuntura in presenza di una grave malattia infettiva o, peggio, nella speranza di curarla. Tanto per intenderci: l’agopuntura è inutile per chi ha la tubercolosi. Molti ritengono che l’agopuntura giova a chi, malato di cancro, è tormentato da dolori e spasmi. Personalmente non lo escludo ma non ho l’esperienza per certificarlo”.
Ci spieghi ora come si svolge una seduta di agopuntura.
“Come awiene in qualsiasi studio medico, l’agopuntore interroga il paziente sui suoi problemi e sulle sue abitudini di vita. Assunte tutte le informazioni necessarie lo sottopone a una visita accurata. Il medico decide la terapia, che non consiste soltanto nell’inserire gli aghi in alcuni punti ben precisi del corpo del paziente ma anche nel prescrivere particolari prodotti d’erboristeria, e consiglia piccole modifiche nello stile di vita e nell’alimentazione. I punti del corpo dove si possono inserire gli aghi si contano a migliaia ma i principali sono 365. Owiamente il medico agopuntore inserisce gli aghi là dove ritiene che esercitino un’azione benefica”.
Esiste un criterio in base al quale l’agopuntore opera la sua scelta?
“Sì, è un criterio un po’ complicato. Cercherò di spiegarlo in breve. L’agopuntura non è soltanto un metodo terapeutico ma anche una filosofia tesa a garantire il benessere del corpo umano. Secondo la tradizione cinese nel corpo vi sono due energie yin e yang che formano e fanno funzionare tutti gli organi. Queste sono in comunicazione fra loro, collegano tutti gli apparati e scorrono come fiumi in particolari canali chiamati meridiani. Questi fiumi hanno percorsi profondi e percorsi superficiali cioè cutanei ed è per questo che è possibile disegnare sulla cute una vera e propria rete idrica delle due energie. Ebbene il benessere di una persona è dato dallo scorrere armonico durante le 24 ore della giornata, durante i tre mesi di ogni stagione, durante tutto l’arco della vita, delle due energie yin e yang. Per la medicina tradizionale cinese oghi malattia è uno squilibrio e agendo con gli aghi sui punti cutanei dei meridiani è possibile riequilibrare le due forze energetiche riportando l’armonia nel corpo”.
Quanto sono grandi gli aghi e come vengono inseriti nella pelle?
“Esistono aghi di differenti misure ma tutti molto fini, quasi quanto un capello. Di solito sono inseriti nella pelle del paziente in modo perpendicolare a essa e per una profondità di circa due millimetri. Altre volte, quando è necessario ottenere una tonificazione maggiore, si avrà una penetrazione un poco più profonda. In ogni caso, è bene ricordare che questa pratica è assolutamente indolore. Talora accade che il terapeuta non si limiti a inserire gli aghi ma li muova dentro la pelle, li estragga con maggiore o minore velocità, a seconda dell’effetto desiderato. Il numero degli aghi utilizzati nelle sedute varia di volta in volta, secondo il disturbo che si intende curare e la sua gravità. Anche il numero delle sedute è variabile. Ogni seduta, non dura più di una mezz’ora, quarantacinque minuti perché di solito gli aghi si lasciano nella pelle per circa venti minuti”.
Gli aghi sono sterilizzati?
“Certamente. Nessun ago viene riutilizzato; dopo una seduta tutti gli aghi vengono gettati. A questa elementare precauzione igienica si attengono tutti coloro che praticano l’agopuntura tanto più scrupolosamente in quanto è indispensabile garantire al paziente ogni eventualità di contagio. Quindi non c’è alcun rischio di contrarre alcuna malattia, tanto meno l’AIDS”.
Come ci si sente dopo un ciclo di sedute?
“Le reazioni alla terapia di agopuntura sono diverse. Ho avuto pazienti che sono tornati a casa perfettamente rilassati e hanno dormito magnificamente, come non era mai capitato loro. C’è chi è uscito dal mio studio awertendo un lieve senso di stanchezza. Chi, invece, si sentiva carico di energia e leggero. Altri, infine, che non hanno provato la benché minima sensazione hanno comunque avuto buoni effetti terapeutici. Tengo a precisare che questa medicina ha la caratteristica di essere molto pratica e mi sento di affermare che se non ci sono miglioramenti in 2, 3 sedute occorre interrompere o differenziare in altro modo la terapia”.
Lei, dottor Turetta, ha spiegato che bisogna sottoporsi alle cure di agopuntori laureati in Medicina e appositamente abilitati. Come si diventa terapeuti di agopuntura?
“Nessuno può praticare l’agopuntura se non è un medico. Inserire gli aghi nella pelle di una persona è considerato un atto chirurgico vero e proprio e chi lo fa senza essere laureato, se scoperto, corre il rischio di essere incriminato dalla magistratura per esercizio abusivo della professione medica. Dunque chi pratica l’agopuntura, oltre ad avere conseguito la laurea in Medicina e l’abilitazione professionale, deve aver seguito un corso quadriennale specifico. Esistono delle scuole di specializzazione non universitarie ma riconosciute dall’Ordine dei medici, che al termine dei corsi rilasciano un diploma in agopuntura tradizionale cinese. In Italia ci sono quattro scuole di questo tipo e hanno sede a Milano, Torino, Bologna e Roma. Vengono poi organizzati periodicamente dei corsi di aggiornamento, talora in Francia, in Italia o in Cina. Non sono state ancora istituite cattedre universitarie di agopuntura ma presto lo saranno”.
Abbiamo scoperto tutti i segreti dell’agopuntura. Ma non sappiamo nulla sulle sue origini. Ce le racconta?
“Come ho accennato l’agopuntura è un metodo terapeutico della medicina tradizionale cinese, nata oltre cinquemila anni fa. Un’antica leggenda vuole che un soldato cinese soffrisse di un tremendo dolore alle gambe, al nervo sciatico. Durante una battaglia fu ferito da una freccia in un punto del tallone. E quando tornò a casa, la sua sciatica era sparita. Un medico dell’epoca cominciò a studiare allora che cosa era accaduto e scoprì che, trattando in un certo modo con aghi rudimentali, una serie di punti del corpo si ottenevano effetti terapeutici sulla persona. Si individuò così il flusso delle due energie, yin e yang, il loro scorrere armonico e l’importanza del loro equilibrio per la salute del corpo umano. Secondo la tradizione quelle energie, però, sono presenti e scorrono anche nella natura. Ecco quindi la considerazione successiva: l’uomo è in equilibrio quando yin e yang sono in sintonia all’interno del suo corpo e quando l’uomo è in sintonia con lo yin e lo yang della natura. Dunque si giunse alla conclusione che ogni stato di malattia era dovuto a uno stato di non equilibrio fra le due energie. Le cause di questo squilibrio potevano essere dentro la persona o tra la persona e l’ambiente esterno. In agopuntura si distinguono cause esterne come il caldo, il freddo, il vento, l’umidità e le loro associazioni. Quelle interne che spesso indeboliscono il corpo nei confronti di quelle esterne, e che sono di tipo alimentare e di tipo psichico”.
Può farci qualche esempio?
“L’alimentazione dev’essere equilibrata e ogni cibo dev’essere assunto in giuste quantità e qualità in sintonia con i differenti periodi dell’anno. I cinesi per esempio ritengono che mangiare le fragole d’inverno sia nocivo perché sono un frutto tipicamente estivo. Oppure che sia sbagliato mangiare un frutto che non cresce nella terra dove la persona è nata. Per esempio un italiano non dovrebbe mangiare il mango in Italia in quanto è un frutto tropicale. Per quanto riguarda le cause psicologiche capaci di turbare l’equilibrio di una persona, i cinesi trovarono corrispondenze fra gli stati psicologici e gli organi interni del corpo a loro volta connessi con la natura e le sue stagioni Cosi, per esempio, associarono la tristezza al polmone a sua volta associato all’autunno; la paura al rene e all’inverno; la collera al fegato e quindi alla primavera; la gioia al cuore e quindi all’estate”.
Tutto questo a che cosa ha portato?
“I cinesi hanno pensato che spesso le malattie nascano da una causa interna, per esempio dal lato psicologico quando un’emozione, uno stato psichico prevale per troppo tempo sugli altri, cioè rompe l’equilibrio, va a ledere in senso funzionale l’organo corrispondente. Oppure per una causa esterna, quando lo squilibrio è creato da una prevalenza ‘climatica che è andata a indebolire un organo del corpo. Ancora, avere un’alimentazione poco variata o comunque abbondante. In ogni malattia la medicina tradizionale cinese traccia delle linee causali generali psicologiche, alimentari, climatiche e anche ereditarie specificando però che comunque ogni persona è diversa da un’altra e che la terapia in parte è comune a tutti e in parte è strettamente personalizzata”.
Antonio Turetta